Vipere in montagna, cosa fare (e cosa no) se si incontrano o si viene morsi

Vipera Berus o Marasso (Ph. Matteo photos / Shutterstock.com)

In Italia vivono poco più di venti specie di serpenti. Solo cinque, appartenenti alla famiglia dei Viperidi, sono velenose. Quattro di queste sono presenti in Trentino: la vipera comune (o aspide), il marasso, la vipera dei Walser e la vipera dal corno. I morsi delle vipere “nostrane” sono piuttosto rari e nella maggior parte dei casi non conducono a gravi conseguenze. Ciononostante, se si frequenta la montagna è importante sapere cosa fare se si viene morsi.

Come si riconosce una vipera?

Le specie di vipera presenti in Trentino sono di taglia medio-piccola, tra i 50 e i 90 cm di lunghezza. I due principali aspetti che permettono di distinguere una vipera da un serpente non velenoso sono la testa e la coda. La testa della vipera è piatta e di forma triangolare, ben distinta dal collo. La coda è tronca e molto corta: 1/8 della lunghezza complessiva contro 1/4 di quella dei rettili non velenosi). Diversamente dalle comuni bisce che hanno la pupilla rotonda, le vipere hanno la pupilla verticale come quella dei gatti.

Dettaglio dell'occhio di una Vipera Berus o Marasso

Dettaglio della pupilla di un marasso (Ph. Zdeněk Fric / CC BY-SA 3.0)

Come evitare situazioni di rischio?

Le vipere sono schive e non aggressive e di fronte al pericolo preferiscono darsi alla fuga. Tuttavia, se colte di sorpresa o se messe alle strette, possono mordere. Detto questo è opportuno conoscere e adottare alcune semplici precauzioni per evitare situazioni di rischio:

  • Non allontanatevi dai sentieri più battuti. Le vipere prediligono infatti le zone in cui la presenza umana è scarsa o nulla.
  • Fate attenzione a dove mettete mani e piedi. Casolari abbandonati, tronchi cavi, muretti a secco, cumuli di pietre, sterpaglia alta esposta al sole sono gli habitat prediletti dalle vipere. Occhi bene aperti a dove mettete mani e piedi. Battete i piedi e usate un bastone per fare sentire la vostra presenza.
  • Indossate scarponcini da trekking e calzettoni. I denti delle vipere sono lunghi circa 5 mm e raramente penetrano per intero durante il morso. Scarponcini da trekking e calzettoni possono impedire o quantomeno limitare l’inoculazione del veleno nei piedi o nelle caviglie.
  • Non tentate di allontanare, catturare o peggio ancora uccidere una vipera. Stabilito che gli animali non vanno mai maltrattati, è proprio in queste situazioni che avviene la maggior parte degli incidenti.

E se ci si imbatte in una vipera?

Se incontrate una vipera, mantenete la calma e fermatevi in modo da non farla sentire minacciata. La vipera morde a una distanza ravvicinata (circa 20 cm) quindi, a meno che il vostro incontro non sia molto ravvicinato, siete a distanza di sicurezza. Se avete un bastone provate a fare del rumore per allontanare la vipera. Se non ne vuole sapere, allontanatevi voi lentamente.

Vipera dal corno (Ph. francesco de marco / Shutterstock.com)

La vipera dal corno è molto rara (e forse scomparsa) in Trentino (Ph. francesco de marco / Shutterstock.com)

Cosa fare e cosa no se si viene morsi da una vipera?

Nel 30% dei casi la vipera morde senza inoculare il veleno. Quando invece il veleno viene iniettato, non sempre la dose risulta tossica e quasi mai mortale. In generale una persona adulta in buone condizioni di salute non corre grossi rischi se viene morsa. Discorso diverso deve essere fatto per bambini, anziani o persone con patologie cardiache gravi: in questi casi il veleno può produrre conseguenze anche serie.

Vediamo le cose da fare in caso di morso:

  1. Mantenete la calma. Non è un consiglio di circostanza. L’agitazione e lo stress attivano dei meccanismi che provocano una più rapida diffusione del veleno nell’organismo. Quindi fate un bel respiro e iniziate ad agire.
  2. Chiamate i soccorsi. Fate il 112 (NUE – Numero Unico di Emergenza, attivo in Trentino dal 6 giugno 2017).
  3. Togliete anelli e bracciali prima che il gonfiore dovuto al morso lo impedisca del tutto (ovviamente se siete stati morsi a un braccio o su una mano).
  4. Lavate la ferita con abbondante acqua, meglio se ossigenata. Questa operazione favorisce la parziale eliminazione del veleno, che è idrosolubile.
  5. Fasciate la ferita applicando una leggera compressione, ma senza bloccare la circolazione del sangue. Se vi è possibile steccate l’arto morso in modo da immobilizzarlo. Entrambe queste operazioni contribuiscono a rallentare la diffusione del veleno nell’organismo.

Dopo le buone pratiche, vediamo quelle da evitare:

  1. Non incidete la ferita. Rompendo i vasi sanguigni rischierete di accelerare la diffusione del veleno.
  2. Non succhiate il veleno dalla ferita. Se avete una carie in bocca o anche semplicemente le labbra screpolate correte il rischio di peggiorare la situazione.
  3. Non bloccate la circolazione sanguigna. Lasciate stare lacci emostatici, cinghie o quant’altro. Evitate di fasciare in modo eccessivamente stretto.
  4. Non disinfettate la ferita con sostanze alcoliche.
  5. Non utilizzate autonomamente il siero antivipera, potreste andare incontro a choc anafilattico. La somministrazione del siero va valutata ed eventualmente fatta da personale medico.
  6. Non assumete antidolorifici o medicinali con effetto anticoagulante o vasodilatatore (es. aspirina).

 

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Foto copertina
Femmina di Vipera Berus (Marasso)
Ph. Matteo photos / Shutterstock.com

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