L’anello del Latemar, un trekking tra imponenti guglie e pareti dolomitiche

Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

In Trentino può capitare anche di camminare su un atollo tropicale. Sì, avete capito bene! Dal punto di vista geologico il massiccio del Latemar, situato a cavallo tra le province di Trento e Bolzano, è infatti un vero e proprio atollo fossile. L’anello del Latemar si sviluppa tra paesaggi lunari e guglie aguzze, passando al cospetto della celebre Torre di Pisa.

Scheda

  • Tipologia: Percorso ad anello
  • Partenza e arrivo: Passo Feudo (2190 m)
  • Punti di interesse: Torre di Pisa
  • Rifugi lungo il percorso: Baita Passo Feudo (2190 m), Rifugio Torre di Pisa (2671 m)
  • Dislivello: 481 m
  • Difficoltà: EE (vd scala delle difficoltà escursionistiche)
  • Lunghezza: 9,5 Km
  • Tempo di percorrenza: 4,5 ore
  • Periodo consigliato: da luglio a ottobre
  • Cartografia: Tabacco 014 – 1:25000

A Passo Feudo con gli impianti di risalita

Lasciate l’auto nell’ampio parcheggio gratuito presso lo Stadio del Ghiaccio di Predazzo, da dove partono gli impianti di risalita dello Ski Center Latemar. Per raggiungere Passo Feudo prendete la telecabina Predazzo-Gardonè prima e la seggiovia Gardonè-Passo Feudo poi. In pochi minuti si supera con gli impianti un dislivello di quasi 900 metri.

Per informazioni su orari e prezzi degli impianti dello Ski Center Latemar, consultate il sito www.latemar.it.

Da Passo Feudo al Rifugio Torre di Pisa

Da Passo Feudo incamminatevi lungo il segnavia 516 che parte in corrispondenza della stazione a monte della seggiovia (indicazione Rifugio Torre di Pisa). Il sentiero muove in direzione Nord con un piacevole pendio, affiancando verdi pascoli.

Mucche al pascolo presso Passo Feudo (ph. Mirko Ropelato)

Mucche al pascolo presso Passo Feudo (Ph. Mirko Ropelato)

Al bivio con il segnavia 22, rimanete sul segnavia 516 che si fa più pietroso e ripido. L’ultimo chilometro prima del Rifugio Torre di Pisa è particolarmente duro e non per niente è introdotto da un cartello “Latemar Vertical Kilometer”.

Latemar Vertical Kilometer (Ph. Mirko Ropelato)

Il cartello “Latemar Vertical Kilometer” preannuncia l’ultimo duro strappo prima del Rifugio Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

Una volta giunti al Rifugio Torre di Pisa (1,5 ore da Passo Feudo) è d’obbligo una pausa per rifocillarsi e ammirare la splendida vista a 360 gradi . Il rifugio, completamente ristrutturato nel 2016 e riaperto al pubblico nell’estate 2017, è l’unico presente in tutto il gruppo del Latemar.

Rifugio Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

Rifugio Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

Panorama dalla terrazza del Rifugio Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

Panorama dalla terrazza del Rifugio Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

Verso la Forcella dei Camosci passando per la Torre di Pisa

Dal Rifugio Torre di Pisa proseguite per una manciata di minuti sul segnavia 516 fino ad arrivare al cospetto della Torre di Pisa, il pinnacolo roccioso simbolo del Latemar così chiamato per l’evidente inclinazione che richiama alla memoria il celebre monumento toscano.

Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

Torre di Pisa (Ph. Mirko Ropelato)

Il segnavia 516 prosegue in sostanziale pianura tra il paesaggio lunare dei Lastei di Valsorda da un lato e l’imponente parete della Cima di Valsorda (2762 m) dall’altro, fino al bivio con il segnavia 516B che porta al Bivacco Latemar. Prendete il segnavia 18 che sale fino alla Forcella dei Camosci (45 minuti dal Rifugio Torre di Pisa).

Cima di Valsorda (Ph. Mirko Ropelato)

Cima di Valsorda (Ph. Mirko Ropelato)

Dalla Forcella dei Camosci a Passo Feudo

Il primo passaggio dopo la Forcella dei Camosci è tecnicamente il più impegnativo dell’itinerario. Nulla di drammatico, sia chiaro: prestate comunque attenzione agli alti gradoni in discesa stretti tra due pareti di roccia. Una volta superato questo passaggio continuate a scendere fino a uno dei tratti più belli dell’itinerario, una sorta di gola ricoperta di grosse pietre e circondata da guglie di ogni forma.

Guglie del Latemar (Ph. Mirko Ropelato)

Passaggio tra le guglie (Ph. Mirko Ropelato)

Al termine della gola il panorama si apre sulla sottostante Val d’Ega. Il sentiero scende ripido e a zig zag fino ad arrivare alla bella piattaforma panoramica Latemar.360° (un’ora circa dalla Forcella dei Camosci). Fate attenzione al terreno sassoso che, complice la pendenza, risulta scivoloso (i bastoncini da trekking possono aiutare a mantenere l’equilibrio). Dal Latemar.360° proseguite per un’altra ora sul segnavia 22 che riporta a Passo Feudo.

Variazioni

Potete fare questo itinerario anche con partenza da Pampeago (TN) o Obereggen (BZ).

  • Da Pampeago: seggiovia Latemar, quindi segnavia 521 in direzione Passo Feudo e poi 516.
  • Da Obereggen: seggiovia Oberholz, quindi segnavia 22 in direzione Passo Feudo e poi 516.

 


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Foto copertina
Torre di Pisa
Autore Mirko Ropelato

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