La marmotta della Alpi, professione “sentinella della montagna”

Marmotta alpina

Agli assidui frequentatori dei sentieri trentini sopra i 1500 metri di quota capita non di rado di incrociare questo simpatico roditore. La marmotta delle Alpi (nome scientifico “Marmota marmota”) bazzica infatti le praterie e le pietraie al limite superiore del bosco, oltre i 1500 e fino ai 3000 metri di altitudine.

Identikit della marmotta

La marmotta delle Alpi ha un corpo tozzo e robusto. Con la coda, che misura 15-20 centimetri, può raggiungere i 70 cm di lunghezza e un peso di 6 Kg. Le zampe sono corte, muscolose e dotate di robusti artigli; grazie ad esse (sopratutto a quelle anteriori) la marmotta scava con grande abilità la tana dove vive e si ripara dai predatori, principalmente rapaci e volpi.

Una folta e ruvida pelliccia di colore grigio-brunastro ricopre la marmotta nascondendo quasi del tutto le piccole orecchie. I denti incisivi sono molto sviluppati. La marmotta li consuma con la masticazione, ma non c’è pericolo che rimanga senza: gli incisivi sono infatti privi di radice e la loro crescita è continua.

Marmotta alpina

Una marmotta delle Alpi tra l’erba alta (Foto Fabio Lotti / Shutterstock.com)

Una vegetariana (quasi) convinta

La marmotta è prevalentemente vegetariana anche se, di tanto in tanto, non disdegna qualche insetto o qualche verme. Tra erbe, fiori, radici e semi, una marmotta può arrivare a mangiare fino a 400 grammi di cibo ogni giorno. L’alimentazione è di fondamentale importanza non solo per la sopravvivenza quotidiana, ma anche per accumulare il grasso necessario al superamento del lungo letargo invernale.

La marmotta non beve acqua, ma trae i liquidi necessari al suo organismo dalle erbe di cui si ciba e dalla rugiada che le ricopre. Non a caso l’orario preferito per cibarsi è quello delle prime ore del mattino, quando appunto si forma la rugiada.

Il mondo sotterraneo delle marmotte

Le tane delle marmotte sono dei veri e propri appartamenti sotterranei, con più stanze collegate da un complesso di gallerie. Ogni tana ha una stanza principale, posta a una profondità anche di diversi metri, e altre stanze più superficiali per immagazzinare il cibo, allevare i piccoli e perfino per espletare i bisogni.

La tana è generalmente abitata da un unico nucleo familiare ed è utilizzata anche per più generazioni.

Marmotte alpine

Una femmina di marmotta con il suo piccolo (Foto Antonio S / Shutterstock.com)

Il lungo letargo invernale

Come detto, le marmotte vivono ad altitudini che possono sfiorare anche i 3000 metri. L’inverno non è certo facile a quote simili ed è per questo che le marmotte, come gli orsi, vanno in letargo.

La preparazione al letargo invernale, che in genere dura da ottobre ad aprile, inizia nel mese di settembre. Le marmotte riempiono la stanza più profonda della tana con erba secca, che trasportano con i denti. L’erba fungerà da materasso e aiuterà a non disperdere il calore del corpo nel lungo sonno invernale. Mentre lavorano sodo all’allestimento della tana, le marmotte mangiano più che possono per accumulare il grasso che verrà consumato durante il letargo.

Quando il freddo inizia a pungere, le marmotte entrano nelle tane chiudendone l’ingresso con erba, terriccio e ramoscelli. Ogni tana può ospitare per il letargo anche quindici marmotte, che dormono l’una accanto all’altra per limitare la dispersione di calore corporeo. Durante il sonno l’attività metabolica rallenta drasticamente: gli atti respiratori scendono a 2-3 al minuto, i battiti cardiaci passano a 4-5 al minuto e la temperatura, generalmente di 38 °C, precipita anche sotto i 7 °C!

La sentinella delle Alpi

Le marmotte sono note per il verso che emettono quando si sentono minacciate. Generalmente si fa riferimento a questo verso come a un fischio. In realtà si tratta più di un grido che di un fischio; un grido molto potente (udibile anche a un chilometro di distanza!) che nasconde un vero e proprio codice.

Un unico fischio indica una minaccia proveniente dall’alto: un’aquila, per esempio, oppure un escursionista che scende verso valle. Una sequenza di fischi segnala invece un pericolo che arriva lateralmente. L’intensità del fischio serve a indicare la distanza della minaccia.

I segnali di allarme lanciati dalla marmotta sono utilizzati anche dagli altri animali della montagna, come stambecchi, cervi e camosci. Per questo motivo la marmotta è soprannominata la sentinella delle Alpi.

 


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Foto copertina
Primo piano di una marmotta
Autore Squarciomomo / Shutterstock.com

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Discussion about this post

  1. rossella De Angelis ha detto:

    Bellissimo articolo. Ma lo sapevate che la Marmotta si spulcia come un cane, si mette le dita nelle orecchie e fa sesso come un umano ?

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