Il tunnel trentino che protegge il veronese dalle esondazioni dell’Adige

Galleria Adige-Garda

Transitando sull’A22 in direzione Sud, all’altezza dell’abitato di Mori, si può scorgere sulla destra l’imbocco di un tunnel protetto da una serie di paratoie. È la galleria Adige-Garda, un’opera di ingegneria idraulica di cui pochi conoscono la storia e l’utilità (e a volte anche l’esistenza).

Genesi di un “tunnel scolmatore”

Il XIX secolo fu caratterizzato da diversi eventi alluvionali che coinvolsero in particolar modo il veronese. Il più importante si verificò nel settembre del 1882, quando il fiume Adige esondò provocando diverse vittime e ingenti danni ad abitazioni, strade, ponti e attività industriali.

La devastante alluvione del 1882 convinse i più dell’esigenza di dotare la città di Verona di un efficace sistema di difesa contro le alluvioni. Si decise quindi di progettare una galleria (o meglio, un “tunnel scolmatore”) che, in situazioni critiche, potesse scaricare nel Lago di Garda parte delle acque dell’Adige, abbassandone il livello.

La costruzione di un tunnel e la scomparsa di un lago

La costruzione della galleria Adige-Garda iniziò il 1° marzo 1939. Durante la seconda Guerra Mondiale i lavori vennero interrotti e il tratto di galleria fino ad allora costruito fu impiegato come spazio per la produzione di armamenti. I lavori ripresero nel 1954 e furono ultimati cinque anni più tardi, nel 1959.

Il primo progetto prevedeva un tunnel rettilineo con partenza vicino a Chizzola e passaggio sotto il paese di Loppio. Tale progetto venne però scartato a seguito di rilievi effettuati nella zona di Loppio che evidenziarono uno scarso spessore di roccia dove poter scavare un tunnel.

Si decise quindi di modificare il tracciato della galleria facendola transitare proprio sotto il Lago di Loppio, dove lo strato roccioso risultava essere più spesso. Tuttavia, per questioni di sicurezza, si decise di procedere allo svuotamento del bacino con il taglio delle sorgenti di alimentazione e la realizzazione di canali di drenaggio all’interno dello specchio d’acqua.

I numeri della galleria Adige-Garda

  • Lunghezza: 9873 m
  • Quota di imbocco: 161 m (Comune di Mori)
  • Quota di sbocco: 55 m (Comune di Nago-Torbole)
  • Dislivello: 106 m (equivalente a una pendenza dello 0,87%)
  • Diametro medio: 8 m
  • Portata massima: 500 m3
  • Velocità dell’acqua a portata massima: 11 m/s (39,6 Km/h)

Utilizzi dal 1960 a oggi della galleria Adige-Garda

Il primo utilizzo della galleria Adige-Garda avvenne il 17 novembre 1960, quando furono scaricati nel Lago di Garda 70 milioni di metri cubi di acqua. Cinque anni più tardi, il 2 settembre 1965, la galleria venne nuovamente utilizzata per convogliare nel Garda 79 milioni di metri cubi di acqua (a oggi il volume più elevato mai registrato in un singolo utilizzo).

Nel 1966, anno della drammatica alluvione che sconvolse Trento, si ricorse alla galleria Adige-Garda per ben due volte (unico caso di utilizzo plurimo nell’arco dello stesso anno): in totale 81 milioni di metri cubi di acqua finirono nel Lago di Garda.

Nella tabella i principali utilizzi del tunnel scolmatore dal 1960 a oggi.

DataVolume di acqua scaricata nel Lago di GardaPortata massima
17 novembre 196070 milioni di m3450 m3/s
2 settembre 196579 milioni di m3440 m3/s
17 agosto 1966 17 milioni di m3280 m3/s
4 novembre 196664 milioni di m3492 m3/s
14 settembre 197612 milioni di m3300 m3/s
17 novembre 198026 milioni di m3300 m3/s
19 luglio 19817 milioni di m3300 m3/s
23 maggio 198320 milioni di m3300 m3/s
17 novembre 20004,7 milioni di m3100 m3/s
26 novembre 20026,1 milioni di m3100 m3/s

Effetti collaterali legati all’utilizzo della galleria Adige-Garda

Il Lago di Garda, nonostante una superficie di quasi 370 Km2 (pari a quella di oltre 50 mila campi da calcio), subisce significativi contraccolpi ogniqualvolta la galleria scarica nel suo bacino le acque dell’Adige.

Il lago subisce infatti un innalzamento di 1 cm ogni 3,7 milioni di metri cubi d’acqua scaricati nel suo bacino. Le acque del fiume, inoltre, molto più fredde e limacciose di quelle del lago, provocano un violento shock termico e un peggioramento dell’habitat ittico.

 


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Foto copertina
Ingresso della galleria Adige-Garda
Autore René Querin – Licenza CC BY-NC-ND 2.0

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